Sforbiciata su sforbiciata alla fine alla scuola campana resterà poco o nulla. I sindacati sono in allarme e si appellano al presidente della Regione Stefano Caldoro. Il prossimo anno scolastico, ora che con gli esami di terza media appena avviati e l’inizio del conto alla rovescia per le prove di maturità, è a serio rischio. I tagli pesano più del solito su una scuola che negli anni passati ha dato più delle altre regioni.

Con l’organico di diritto assegnato per l’anno scolastico 2011-2012 bisognerà affidarsi alla buona sorte per aprire le porte agli alunni. I numeri parlano da soli. La scuola dell’infanzia perde 151 posti rispetto all’anno appena trascorso; la scuola primaria ben 964; la secondaria di I grado (media) 122 e la secondaria di II grado (superiori) ben 997. In totale sono 2234 e di questi il 50% a Napoli e provincia. Per gli Ata, il personale tecnico ausiliario, è un vero e proprio bagno di sangue.

A pagare il prezzo più alto i collaboratori scolastici alias i bidelli, per loro nell’organico è previsto un taglio di 1301 unità. Si riducono anche gli assistenti amministrativi, saranno 392 in meno e gli assistenti tecnici, ridotti di 78 unità. Non va meglio nelle altre regioni. I tagli riguardano tutti. Ma i governatori che alzano la voce al Miur, riescono ad incassare un organico di diritto ritoccato al rialzo. In sostanza l’anno prossimo saranno pochi i bidelli che terranno d’occhio i ragazzi, dai più piccoli ai grandi.

I laboratori, punto di forza della nuova struttura dei licei tecnici, sarà difficile se non impossibile tenerli in ordine con una ricaduta di non poco conto sulla didattica laboratoriale. In generale assicurare l’assistenza alla platea di alunni sarà sempre più difficile. L’allarme viene dal segretario regionale della Uil scuola Luigi Panacea. «La funzionalità del prossimo anno scolastico è messa a rischio», tuona Panacea. Sarà molto difficile - aggiunge - garantire la qualità formativa fin qui assicurata.

Come potranno i Dirigenti scolastici, che già hanno dovuto affrontare un anno difficile e complesso, assicurare, con questi nuovi tagli, il regolare funzionamento della scuola? «Non si potrà - incalza - garantire la sorveglianza, l’apertura, la chiusura e il controllo delle istituzioni scolastiche». Non si potrà «assicurare l’assistenza e il supporto agli alunni diversamente abili (sempre in aumento)» e sarà difficile «garantire locali salubri e sicuri di quelle istituzioni che hanno situazioni particolari e sono ubicate in contesti territoriale degradati e ad elevato rischio».

E diventerà una vera e propria impresa «assolvere quell’attività amministrativa sempre più complessa e difficile, che a causa anche del decentramento amministrativo e dell’evoluzione telematica di moltissime attività, ha demandato alle segreterie carichi di lavoro elevati e maggiori responsabilità». La situazione di criticità era già stata manifestata dal direttore scolastico regionale Diego Bouchè nel corso di un incontro al Miur al quale hanno partecipato tutti i direttori scolastici sparsi sul territorio nazionale.

In quell’occasione Bouchè aveva portato un documento firmato da tutti i sindacati di categoria nel quale si evidenziava come la riduzione di organico poteva incidere anche sulla stessa sicurezza degli alunni dal momento diventava inevitabile formare con un numero di studenti superiore rispetto al tetto fissato dalla legge. I sindacati ora si rivolgono direttamente alle istituzioni regionali per smuovere la situazione. L’ultima carta per evitare il tracollo.

Fonte: Il Mattino

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