da Il Mattino 13/06/2010
 
Il blocco degli scrutini nelle scuole medie e superiori non è una forma di protesta condivisa dagli altri sindacati della scuola napoletana. L’unico denominatore comune tra le varie sigle è la volontà di fermare il cammino della manovra economica che penalizza a loro parere fortemente i lavoratori della scuola. «Siamo davanti a provvedimenti del Governo inaccettabili e iniqui - dice Rosanna Colonna, segretario generale Cisl scuola Napoli -. Tagli agli organici e blocco delle progressioni sono risposte ingiuste e sbagliate contro cui martedì 15 saremo di nuovo in piazza.

 Uil Scuola in piazza a Napoli

Ma il blocco degli scrutini, a nostro giudizio, non va perché danneggia ulteriormente alunni, genitori e una scuola che ha bisogno di tornare al centro delle politiche di investimento anziché essere vista come occasione di risparmio per le casse dello Stato». La Uil scuola, infatti, già ieri ha manifestato il proprio dissenso in piazza Trieste e Trento dove ha avviato una raccolta di firme a sostegno della vertenza scuola contro la manovra economica. «È una penalizzazione molto dura - dice Luigi Panacea, segretario regionale della Uil Campania - che, per la scuola e unicamente per la scuola, comporta un carico che il personale non è in grado di sostenere: una perdita di oltre mille euro per un collaboratore scolastico e per un docente di oltre 3000 euro. La scuola pubblica viene vista come un peso e non come volano per la crescita culturale e sociale del Paese. Le disposizioni contenute nella manovra per il personale della scuola sono inaccettabili. C’è un accanimento, una cattiveria nei confronti del personale della scuola. Continueremo quindi la protesta con azioni più incisive fino a quando non ristabiliranno l'equità. Anche noi saremo martedì a Roma per la manifestazione nazionale e faremo altre iniziative sul territorio per far sentire la nostra voce e indurre i parlamentari a sopprimere le norme che penalizzano così duramente i lavoratori della scuola». Anche il giudizio della Cgil scuola non è a favore del blocco scrutini. «Ognuno può esprimere liberamente il suo dissenso - dice Peppe Vassallo, segretario regionale della Cgil - anche noi stiamo approntando azioni di lotta per sensibilizzare l’opinione pubblica. Parteciperemo anche allo sciopero del 25 giugno. Non condividiamo tuttavia la scelta del blocco degli scrutini che a nostro giudizio potrebbe rivelarsi controproducente ed inutile in questa fase delle protesta. In tutti i casi - conclude Vassallo - non ci fa fare passi avanti». a.m.a.

 

 

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